Quello era il giorno del matrimonio di Vincent. E lei non aveva fatto altro che piangere. D’altronde Meg non ricordava un giorno negli ultimi mesi che non avesse passato così. Era stata anche invitata alla funzione. Che stronzi. Probabilmente a quest’ora stavano consumando la loro prima notte di nozze. Alla sensazione di vuoto che la cingeva cercò di porre rimedio al solito modo, con un bicchiere di whisky.
Meg era buttata sul suo letto da sola ormai da quella mattina. I suoi splendidi occhi grigi avevano versato litri di lacrime senza fermarsi mai. L’aveva sempre saputo comunque che non sarebbe mai potuta stare con Vincent. Erano diversi come il giorno e la notte, ed era così da quando erano bambini. Se lui pensava bianco lei pensava nero, non sarebbero mai potuti stare assieme. Questo pensiero però non faceva certo passare il dolore.
Se poi pensava a quella sgualdrina che aveva sposato. Selene. Che nome di merda. Come aveva fatto a innamorarsi di una così?
Squillò il telefono. Probabilmente era Demetrius che la chiamava per farle domande sulla sua assenza d alla cerimonia. Dopo qualche attimo di indecisione decise di non rispondere. Non aveva voglia di sentirlo. Non aveva voglia di sentire nessuno. Il giorno dopo si sarebbe presentata da loro col sorriso sulle labbra dicendogli che stava poco bene. Ma non oggi. Oggi per lei era un giorno di lutto, e il cadavere era lei.
Xed51 presenta:
Mai dimenticare le origini.
29/09/06
Parte 1
Quella mattina si era svolto il matrimonio di Vincent e Selene. Lui volle per forza Demetrius per testimone di nozze, lei decise di chiamare la sua amica Lucia che fu ben lieta di accettare. Forzati dagli eventi, decisero di evitare il viaggio di nozze; erano tempi di guerra e non era prudente uscire, non solo dal paese ma dalla stessa città. Non gli davano importanza, comunque. L’importante per loro era stare insieme.
In quei giorni, nelle città vicine, cominciavano a spuntare sedicenti scienziati che si vantavano di aver scoperto il segreto dell’immortalità grazie a degli impianti bio-meccanici. Inizialmente non vennero presi troppo sul serio, ma conoscendo la mentalità della gente in tempo di guerra, Vincent sapeva che non sarebbe passato molto tempo prima che questi dottori avessero guadagnato fama e fortuna. Perlomeno la guerra non era ancora arrivata dalle loro parti, e a quanto sembrava allora non ci sarebbe mai arrivata, dunque non capiva perché preoccuparsi. Il suo pensiero non era condiviso però da Demetrius, lui appariva alquanto contrariato alla notizia di questi impianti, si poteva dire che li odiasse a morte.
“Gli uomini sono fatti per morire.” Diceva sempre. “Questo è andare contro natura!”
Purtroppo in città era il solo a pensarla così. In realtà, era il solo che aveva preso posizione su questo fatto. Non poteva farci niente però, era più forte di lui, su qualsiasi cosa doveva dire la sua. La politica era la sua passione fin da bambino d’altronde. Ricordava quella specie di partito che aveva fondato ai tempi del liceo… “Aga”… che nome idiota.
Nelle settimane che seguirono il matrimonio, Demetrius e Lucia passarono sempre più tempo assieme: pareva che le nozze li avessero fatti avvicinare; da allora per Vincent e Demetrius risultò sempre più difficile incontrarsi.
Parte 2
Vincent dal canto suo ufficialmente faceva un lavoro molto impegnativo: il disoccupato. Ma se qualcuno avesse fatto l’errore di domandargli che lavoro faceva, la sua risposta sarebbe stata “Scrittore eccentrico”. Passava intere notti a scrivere righe su righe di storie al pc che costantemente non venivano comprate da nessuno. In molti dicevano alle sue spalle che sposando Selene aveva fatto il colpo grosso. Lei di fatti era di famiglia ricca ed era un’ottima dottoressa, probabilmente la migliore della città, e il primo pensiero che attraversa la mente quando uno scrittore squattrinato e una donna ricca si sposano è che si tratti di un matrimonio di convenienza. A nessuno poteva passare per il cervello che una come lei avesse potuto perdere la testa per Vincent. In realtà più di una donna aveva perso la testa per Vincent… Meg era la barista in una bettola, passava le giornate a fare scazzottate e a mentire alla polizia. Conosceva Vincent da quando andavano all’asilo e da sempre era stata innamorata di lui. Tutti lo sapevano. Meg lo sapeva, Selene lo sapeva, Vincent lo sapeva. E tutti facevano finta di niente. Soprattutto lei. Lei e Vincent non sarebbero mai potuti stare insieme: in due non arrivavano a un quarto dello stipendio di una persona normale, e per di più lui non la ricambiava nemmeno.
“Fanculo a quel maledetto sogno ricorrente in cui abbiamo un figlio… Sbronze del cazzo…”
Lucia era un’assistente sociale. Aveva una passione per i bambini, ma Demetrius pose subito un freno a questo tipo di pensieri. Non voleva certo scocciature di tipo infantile, e di certo non ora. Lucia aveva un sacrosanto terrore della morte nonostante la sua età, ed era più che prevedibile il suo grande desiderio di avere figli per lasciare una traccia viva di se. Con un carattere così diverso nessuno sarebbe riuscito a spiegare il fatto che stesse insieme a Demetrius.
Quest’ultimo, di recente, stava dando una svolta alla sua carriera politica: si era candidato alle elezioni con il suo nuovo partito: il “Pod”, Partito Orientale Democratico. Era intenzionato a vincere cavalcando l’onda delle guerre in corso e sugli attacchi preventivi verso i paesi confinanti ostili: era fermamente convinto che così facendo avrebbe guadagnato ben più voti che con un programma pacifista. Nei sondaggi era costantemente il favorito.
Parte 3
Un giorno Vincent decise anche un po’ controvoglia di andare a trovare Meg nel suo bar. Era da prima del matrimonio che non la vedeva, e quello era l’unico posto in cui era certo di trovarla. Difatti quella sera, facendosi strada fra gli ubriachi e gli sbandati, la trovò dietro al bancone come al solito.
“Ehilà Meg.” Esordì lui.
“Ciao Vince.” Rispose lei mentre puliva dei bicchieri. “Che cosa ti porta qui?”
“Perché non ti sei presentata al matrimonio?”
Lei sorrise. “Ero malata.”
“Stronzate.”
“Amen.”
“Perché non ti sei presentata al matrimonio?”
“E cosa dovrei risponderti? Non mi sono presentata perché sono innamorata di te da sempre e perché ho passato la giornata a piangere ed ubriacarmi?”
“Beh, sarebbe già un buon inizio…”
Lei si avvicino e gli mise una mano sul mento.
“Vince… una volta ti lasciavi crescere la barba…”
Lui, freddamente, allontanò la sua mano dal viso.
“Da sposati alcune abitudini cambiano.”
Lei tornò sconsolata a pulire bicchieri.
“Ah, giusto.”
Entrambi rimasero in silenzio per un po’, finché Meg non esordì.
“Prima o poi tutte le coppie si tradiscono.”
Vincent sorrise.
“Si, ma non a un mese dalle nozze.”
“Verrà il giorno in cui sarai mio Vince.”
“Quel giorno non arriverà mai.”
“La speranza è l’ultima a morire.”
Il discorso si concluse lì. Vincent prese la sua giacca e se ne andò salutandola con un gesto della mano.
“Stupida.” Pensava. “Che cosa le ci vuole per scordarsi un uomo come me?”
Parte 4
Per un mese, Meg non si fece più sentire da nessuno. Per un mese non accadde nulla di particolare. Finché, una mattina, Selene comunicò una sua irrevocabile decisione: sarebbe partita verso il più vicino paese in guerra per dare una mano come medico. Era fermamente convinta di non aver mai combinato nulla di buono nella sua vita. Nonostante il suo lavoro, non aveva mai avuto opportunità di salvare davvero delle vite. Non era partita prima soltanto per sposarsi con Vincent. Partì soltanto qualche settimana dopo, in una fredda mattinata di Febbraio. Suo marito andò a salutarla, cercando di nascondere il terrore che aveva di non vederla mai più.
Contemporaneamente, la carriera politica di Demetrius ebbe una svolta decisiva: venne eletto. Da presidente, continuò ad incitare guerre preventive e attacchi all’estero.
Per un tragico scherzo del destino, Selene morì durante il bombardamento di un ospedale ordinato proprio dal neo-eletto presidente. La notizia arrivò quasi subito a Vincent e agli altri. Nessuno vide più Vincent per un bel po’. Lucia, saputa la morte della sua amica e ignara del coinvolgimento del suo uomo, aggredì Demetrius più che a parole per andare a farsi l’impianto. Non si rividero più, anche loro, per molto tempo.
Parte 5
Vincent divenne in breve tempo molto ricco, grazie all’eredità che ricevette da vedovo, eppure non aveva affatto l’aspetto di un uomo ricco: non usciva da casa sua dal giorno dei funerali e teneva barba e capelli incolti. O per lo meno questo era lo stato in cui apparve a Meg quando lo andò a trovare. Gli aprì la porta distrattamente; indossava un paio di jeans sgualciti e una camicia banca sbottonata. Meg notò una scintilla di follia nei suoi occhi.
“Ciao Meg. Era da un po’ che non ci vedevamo.” Esordì lui, con la voce di un uomo tornato dall’oltretomba.
“Ti trovo bene; vedo che hai già elaborato il lutto.”
Vince rise.
“Non cambi mai, eh Meg?”
“No, mi seccherebbe.”
Vince passò accanto a un tavolo e si versò un goccio da una bottiglia di birra.
“Allora, che hai fatto di bello in questi giorni?” Cercò di cominciare lei.
“Oh, nulla di che, sto progettando di uccidere Demetrius Vargas e di prendere il potere sul paese plasmandolo a mio piacimento.” Disse lui dopo aver bevuto.
“Suvvia, non essere ridicolo, è impossibile.”
“L’impossibile non esiste, richiede solo più tempo.” Aggiunse, dopo aver di bevuto di nuovo.
“Non essere ridicolo Vince…”
Vincent si alzò, per la prima volta visibilmente adirato, e rovesciò il tavolo a terra.
“Vincent Vargas è morto! Da oggi rinnego il mio nome, la mia identità, la mia famiglia e mio fratello!”
“E come dovrò chiamarti da oggi?” Disse Meg, per nulla alterata.
Vincent, o chiunque egli fosse, si calmò e si sedette di nuovo. Lanciò una fugace occhiata agli oggetti caduti a terra, fra cui un dvd. Reservoir dogs.
“Qualcosa mi verrà in mente.”
Xed51 ha presentato:
L’amore rende schiavi, l’odio è senza confini.