Quella mattina, Billy si era svegliato con un gran mal di testa, e si sa che il buon giorno si vede dal mattino.
Passò l’intera mattinata a cercare lavoro come ogni giorno.
Tornò a casa, senza soldi, come ogni giorno.
Trovò la sua donna a letto con il tecnico della tv che aveva chiamato il giorno prima.
Questo non succede tutti i giorni.
Ma quando hai preso il via ormai…
Così si era giocato anche la casa dove dormire.
Che giornata del cazzo.
Fortuna che c’era suo fratello Edward a dare una mano.
Certo, era un alcolista, un tossico, un disoccupato cronico anche più di lui, uno spacciatore e probabilmente anche uno stupratore plurimo, ma quando ci sono di mezzo i legami di sangue non c’è ma che tenga, specie se sei senza casa.
Bill sapeva dove trovarlo. Sempre fra quei cazzo di vicoli, o a spacciare ai ricconi, o a picchiare i barboni per passare il tempo.
Quella sera Edward aveva deciso di andarsi a fare quattro risate dando fuoco a un paio di barboni.
Ubriaco.
“Edward… ehm… non è che potresti darmi le chiavi di casa?”
“Billy? Come cazzo è che ti fai vivo solo quando ti serve un favore? Ora ho da fare… non hai visto la spranga? Aspetta cinque minuti e sono da te… vecchietti, che ne dite di divertirvi un po’ con noi stasera?”
“Avanti… lo sapete che non abbiamo soldi, andate a rompere da qualche altra parte teppisti!”
“Oh, ma noi non cerchiamo soldi, vero Billy? Noi cerchiamo guai.”
Edward lanciò una sprangata al barbone.
Doveva proprio tirare in ballo anche me? Guarda tu quanti casini per trovare un letto dove dormire…
Quel giorno Billy vide un'altra cosa che non si vede tutti i giorni.
Suo fratello Edward fu scaraventato contro un muro e inspiegabilmente ne morì.
Preso da un raptus, Billy si lanciò verso il loro aggressore cadendo ben presto preda dell’oscurità.
Al suo risveglio, credette di aver sognato.
Non lo credette più quando si accorse di essere crocefisso a un muro.
Xed51 presenta:
Capitolo secondo
02/03/07
“Inizio a ricordare dei particolari sai? Ricordo che ero qualcuno di importante. Di parecchio importante. Facevo quello che mi pareva prima. Poi ricordo la mia camera. Avevo la camicia piena di sangue. Tanto sangue… e poi ricordo… un uomo bianco.”
“Un uomo bianco?”
“Si, proprio un uomo bianco Smoky…”
“E perché, tu sei forse negro?”
“…”
“Ehi, dove sono?”
Billy si svegliò inchiodato a una parete del vicolo.
“Appeso al muro. Deve far male.”
Il poveraccio imprecò per un quarto d’ora buono prima di rassegnarsi. Alla fine si convinse di essere solo in un brutto incubo dimenticando i dolori lancinanti alle mani e le migliaia di malattie che stava contraendo.
“Dicevamo Lance?”
“Niente Smo.”
Si alzò.
“Credo che andrò in giro a sgranchirmi un po’ le gambe.”
“Ok, buona passeggiata…”
“Ehi, non vorrete mica lasciarmi appeso qui vero? Ehi!”
“Chi diavolo è Maria?”
Una domanda posta a se stessi rimane spesso senza risposta, dato che oltre a chi la pone non c’è nessuno a rispondere. E se te la poni significa che non sai la risposta. Giusto?
…
Nessuna risposta.
Chi è Maria?
Lance si incamminò per scoprirlo. Cominciava ad odiare sul serio quella fottutissima amnesia, gli sembrava di essere il protagonista di una storia frammentaria e confusa scritta da un autore ubriaco.
I ricordi si accavallavano.
Maria.
I capelli di Maria.
Gli occhi di Maria.
Le gambe di Maria.
Maria.
Il letto di Maria.
La casa di Maria.
Cominciò a correre, spinto da un amore sopito assieme alla sua memoria ed ora tornato a galla. Non riusciva a concepire come avesse potuto dimenticare anche la donna che nel corso della sua vita gli aveva dato così tanto. Corse a perdifiato verso la sua casa mentre continuava a tornargli in mente la geografia della città. Corse come non aveva mai corso in tutta la sua vita…
…
Dieci minuti più tardi, Lance camminava sconsolato per una qualche via.
Non è andata poi tanto male. pensò.
Ha soltanto un marito e quattro figli.
Ben poco gli importava del dove si stesse recando, si limitava a lasciarsi guidare dai piedi. Per la prima volta da quando si era svegliato in quel vicolo si stava ponendo la domanda più importante.
“Signore?”
Un ragazzo, che di sicuro non era più vecchio dei diciassette anni, si parava di fronte a lui quasi spaventato e per di più chiamandolo signore. Indossava una strana divisa bianca e portava al fianco una spada. Lance ricordò una specie di polizia che faceva la guardia al palazzo presidenziale, ma nulla più.
“… Signore? Dici a me?”
“S-si… signore, ci avevano detto che lei era morto…”
“Ragazzino, non so proprio di che stai parlando… non sono il signore di un bel niente io. Il mio umore non è dei migliori, quindi ti conviene scansarti se non vuoi che mi incazzi.”
“Ma… non capisco… lei è…”
“Ragazzino, ti ho detto BASTA.”
Nel dire questo, guardò negli occhi il ragazzo in divisa. Questi per tutta risposta, cadde a terra del tutto privo di sensi. Lance si chinò a guardarlo, constatando il fatto che fosse ancora in vita. Non si stupì più di tanto alla scoperta/ricordo di questo nuovo/vecchio potere, in quel momento ben poco gli interessava. Sconsolato, si incamminò verso il rifugio dei barboni, meditando se cercare per la strada una puttana che lo aiutasse a scordare Maria. Inutilmente.