Buio.

Freddo.

La mia camicia nuova è sporca di sangue.

Ho paura.

Non voglio morire.

Ho paura.

Mi gira la testa.

“Dove cazzo sono?”

 

Xed51 presenta:

L’uomo dagli occhi tristi

Capitolo primo

26/12/06

 

Si risvegliò in un vicolo, dietro un cassonetto.

Non ricordava cosa fosse successo.

In effetti, non ricordava nulla.

Era sdraiato contro un muro. Gelido.

Alla sua sinistra, vedeva la gente passeggiare per la strada.

L’avrebbe raggiunta se avesse avuto la forza di alzarsi. Decise in breve di restare lì.

Aveva il cervello confuso. Non ricordava nemmeno chi fosse.

Si addormentò, o meglio svenne di nuovo, dopo qualche minuto. Rimase in quello stato finché una voce non lo svegliò.

“Ehi ragazzo, ti prenderai un malanno a rimanere lì così.”

Non era una faccia conosciuta, ma non ci mise molto a capire che si trattava di un vecchio barbone.

“Chi sei vecchio?” Chiese mugugnando.

“Da queste parti mi chiamano Smoky.” Rispose il vagabondo chinandosi verso di lui.

“E chi sono io?”

“Questo dovresti saperlo da te ragazzo… credo proprio che ti sia appena ripreso da una brutta sbronza. Mi sa che hai anche fatto a botte vista quella brutta cicatrice sulla fronte. Comunque continuo a dirti che se non ti metti qualcosa addosso rischi di prenderti un malanno…”

Effettivamente, non era un idea geniale stare in un vicolo di Arcadia, di notte, in canottiera.

Smoky gli porse una giacca di un colore assurdo e alquanto usurata dal tempo.

Smoky: “Prendila và, a me sta larga e comunque ne ho già una.”

Si  alzò, scoprendosi meno stanco di quanto credeva. Si infilò la giacca rantolando una specie di ringraziamento.

“Dove siamo qui?” Chiese sempre più confuso.

“Devi aver preso proprio una bella botta eh? Questi sono i vicoli… è qui che vive… beh… la gente come me.” Rispose Smoky.

“Cosa intendi per quelli come te?”

“Intendo quelli come me. Vieni che te li presento.”

Si addentrarono sempre di più nei vicoli trovando un altro gruppo di barboni poco più in là.

“Beh ragazzo, qui si rifugiano i dimenticati da dio.” Li presentò Smoky. “Quello là è Stinky Joe, quello è Big Ball, quei due laggiù sono Orly e Yarly… ehi ragazzi! Questo è un mio nuovo amico! Si chiama… ehi come hai detto che ti chiami?”

“Non lo so.”

“Uhm… ok… salutatelo ragazzi!”

“Ehilà.”

“Ciao.”

“Come butta?”

 

Ma porca troia, proprio in mezzo ai barboni dovevo finire?

Poco male, finché non riprenderò la memoria sarà pur sempre un riparo come un altro.

Comincio già a ricordare degli spezzoni. Ricordo… il sangue… un uomo… mi chiamava pezzente…

Tempo di ricordarmi chi sia ed è fottuto. Magari prima dovrei ricordarmi chi sono io però.

Porca troia.

Proprio in mezzo ai barboni dovevo finire?

“Ehi ragazzo, tutto bene?”

Smoky lo sorprese, interrompendo il flusso dei suoi pensieri. Nei giorni che aveva passato nei vicoli non si era ancora abituato alla sua costante presenza.

“Lance.”

“Come?”

“Mi chiamo Lance.”

“Non me l’avevi mai detto.”

“Non lo sapevo.”

“Mmh… ti hanno mai detto che sei parecchio inquietante?”

“Non me lo ricordo.”

“Oh… ehm… credo proprio che andrò di là.”

“Ciao.”

“…”

Mi sa che l’ho spaventato. Peccato. Lance. Mi chiamo Lance. Assurdo. Mi spavento anche da solo ora. Sangue. Tanto sangue. Non ricordo ancora bene. Maledizione. Lo faccio a pezzi quello stronzo appena lo trovo, quanto è vero iddio.

“Vecchietti, che ne dite di divertirvi un po’ con noi stasera?”

“Avanti… lo sapete che non abbiamo soldi, andate a rompere da qualche altra parte teppisti!”

“Oh, ma noi non cerchiamo soldi, vero Bill? Noi cerchiamo guai.”

Due teppisti muniti di spranghe stavano pestando i suoi nuovi compagni.

E questo NON SI FA’.

Lance raggiunse di corsa i due giovani.

Arrivato, trovò il primo intento a massacrare di sprangate Stinky Joe.

E questo

NON

SI

FA’.

Lance prese la spranga dalle mani del ragazzo e la gettò lontano.

“Ehi Billy, è arrivato un eroe! Dai, vieni qui che… argh!”

Lo prese per la collottola e lo lanciò contro il muro.

Una macchia di sangue apparve sotto di lui.

“Edward!”

L’altro ragazzo si lanciò contro Lance, che lo colpì alla nuca lasciandolo svenuto a terra.

“Ehi… Lance… grazie.”

Il barbone si alzò ringraziando Lance.

“Di nulla. Mi annoiavo.”

Lance prese in braccio il povero Billy.

“Che ci fai con quello?”

“Credo che lo appenderò al muro. Tiene compagnia e ravviva l’ambiente.”

“Oh beh… capisco. Io vado a farmi una dormita. ‘Notte Lance.”

“’Notte Joe.”