Capelli rossi, occhi grigi.

 

"Stammi lontana, non ti voglio tra i piedi!"

 

Capelli bianchi, occhi grigi.

 

"Margarita! Aspettami!"

 

Faccia d'angelo, pizzo e scarpette di vernice.

 

"No! Ti ho detto di andare via, Veronika! Devo andare da Vincent!"

 

Faccia d'angelo, pantaloni strappati e anfibi.

 

"Margarita!"

Veronika cadde per terra, sbucciandosi un ginocchio. Scoppiò a piangere.

"Visto che ti succede a venirmi dietro? Torna a casa a fare la brava, che non ho tempo di starti dietro!"

"Margarita..."

"E piantala di chiamarmi! Frignona!"

Meg sparì oltre il muro di cinta con un balzo, lasciando Veronika da sola nel giardino.

 

---

 

Veronika scosse la testa, Sergio le mise una mano sulla spalla.

"Va tutto bene? Puoi anche restare a casa, è un colpo semplice anche per uno da solo."

"No no. Vengo anche io. Sono solo ricordi."

 

Yuppu presents:

Crimson

Vite spezzate

26/12/06

 

Veronika raccolse la sua Tokarev TT, rigirandosela per le mani.

"Quella pistola non era di tuo nonno?"

"Sì. Si uccise con questa."
Mentre lo diceva, la donna osservava affascinata la pistola.

"E riesci a tenerla comunque?"

"Perché non dovrei? Dopotutto è il solo ricordo che mi resta di lui oltre ad una divisa vuota. Stringere la sua pistola mi dà forza."

"Otto colpi in tutto. Non è nemmeno un'arma così straordinaria."

Veronika puntò l'arma tra gli occhi di Sergio.

"Non dirlo. Ha ucciso molti più uomini di quanti ne abbia uccisi tu. Ora vattene. Ti raggiungerò."

Sergio sparì oltre la porta, la donna continuò ad esaminare la mappa che aveva davanti. Arcadia. Che razza di nome.

"White House..." Ridacchiò fra sé, caricando la pistola, ed uscì.

 

La donna riuscì ad entrare nel palazzo presidenziale senza problemi, le guardie sembravano spaventate da lei.

Giunse nell'ufficio di White in un batter d'occhio.

“Buongiorno, Mr. President.”

Vincent, che era voltato verso la finestra, la guardò in faccia e non riuscì a risponderle. Dall'esordio pensava fosse Meg.

Ripresosi dal momento di stupore, assunse l'aria autoritaria con cui accoglieva gli estranei.

“Dimmi chi sei e chi ti ha fatto entrare.”

“Non ti ricordi di me? Mi offendi, Vincent.

“Dovrei ricordarmi di te? Per quale ragione dovrei ricordarmi di una sconosciuta?”

“Sono Veronika.”

“Io non conosco nessuna...” Improvvisamente ricordò. “...Veronika...la sorella di Meg...”

“Visto?”

Un uomo entrò, sbattendo la porta.

“Non trovo Margarita da nessuna parte.”

“... lui chi è e perché sta cercando un drink?”

“Ti presento mio marito Sergio. Sta aiutandomi a cercare mia sorella.”

“... il nome completo di Meg è un drink??”

Veronika rise.

“Così pare. Vado a cercarla, conoscendola sarà in uno di quei luridi bar che frequentava. Sergio, muoviti.”

I due sparirono com'erano arrivati, lasciando White attonito.

 

---

 

Silver stava finendo di pulire quando Veronika entrò nel bar.

“Stiamo chiudendo.” Non si degnò nemmeno di alzare lo sguardo.

“Stimo cercando la proprietaria.”

“È al poligono, non uscirà per un pezzo. Che volete da lei?”

“Le somigli.”

“Tra madre e figlio capita.”

“Sei suo figlio?”

“Fino a prova contraria.”

“Puoi dire a Miss. Black che Mrs. Crimson la sta cercando?”

“Eri nella Selene?”

“Non deve importarti. Capirà lei.”

Il ragazzo sbuffò e scomparve nel retro.

 

“Mamma, una pazza dice di essere Mrs. Crimson e che vuole parlarti.”

A Meg per poco non cadde la pistola.

“... Crimson, hai detto?”

“Sì... mamma va tutto bene?”

“Non va bene un cazzo!”

Abbandonò l'arma e corse fin dentro al bar.

 

“Allora sei davvero tu...”

“Margarita. Ma che sorpresa.”

Veronika accennò un sorriso cupo.

“Cosa vuoi da me?”

“Lo sai, Margarita. Non mi è mai piaciuto perdere. Voglio la rivincita per tutto quello che mi hai costretto a sopportare.”

“Eh?”

“Quando sei scappata di casa per quel ragazzo, tutti se la presero con me. Tutti. Smisero di attaccarmi quando mamma impazzì. Divenni la sua bambola. Ero niente più che un pupazzo, per lei.”

“E invece per nostro padre sei sempre stata...”

“Una consolazione. Non per nulla lasciò tutto a me.”

“Perché sei tornata, allora?”

Crimson tirò fuori la Tokarev.

“Per vedere se questa pistola è ancora in grado di sopportare il sangue della nostra famiglia.” Rise piano.

Meg rimase un attimo in silenzio.

“Usciamo di qui.”

Prese una pistola da sotto il bancone.

Sergio entrò nel bar e parlò sottovoce con Veronika.

“Sorella mia, temo che dovremmo rimandare. Ho altri impegni, ora.”

Uscì dal bar con l'uomo, e Black colpì con forza il ripiano del bancone.

“... mamma...?”

“Capisci ora perché odio la mia famiglia d'origine, Silver? Non c'è nessuno sano di mente.”

 

---

 

Un paio di giorni dopo, Veronika si ripresentò alla White House da sola.

“Buongiorno, Mr. President.”

“Veronika.”

“Mi chiedevo se sarebbe stato disposto a fare un accordo con me.”

“Dipende.”

“Dovrebbe bandire Margarita Dorogoi dal paese.”

Si accese una sigaretta.

“E cosa me ne verrebbe?”

Me.

White rimase in silenzio.

“Ne deduco che a tuo marito non...”

Il succitato marito entrò nella stanza.

“Margarita ti sta cercando.”

“Sì, andiamo.”

Veronika fece per uscire.

“Sempre un piacere parlare con lei, Mr. President.

“Altrettanto, Miss.”

Quando la donna fu fuori dall'ufficio, Sergio si avvicinò a White con aria minacciosa.

“Se fossi in lei penserei alla mia puttana, anziché avvicinarmi troppo alle donne d'altri.”

Dopodiché seguì la moglie.

 

---

 

Meg e Veronika si incontrarono in un vicolo.

“Nel tuo stile, Margarita.”

“Ti avverto che non creperò, Veronika.”

“A tua discrezione. Sergio, lasciaci sole.”

Sergio la guardò un attimo, stupito. Ma dopo averla guardata negli occhi si accorse che non c'era verso di farle cambiare idea. Uscì dal vicolo.

 

“Finalmente avrò la mia vendetta.”

“Non dovresti vendicarti di me, ma di loro.”

“Non ci sarebbe alcun gusto. E poi sei tu la causa di tutto.”

“Se ti piace pensarlo...”

Si misero schiena contro schiena, la pistola in pugno.

“Hai detto tre passi, giusto?”

“Giusto.”

“Allora dasvidania, Veronika. Mi spiace solo di doverti uccidere così.”

“Aspetta a dispiacerti.”

Mossero il primo passo.

Uno.

“Se non dovessimo rivederci, sappi che mi dispiace per quello che hai passato.”

Due.

“Dispiace di più a me.”

Tre.

Le due donne si voltarono e Meg mirò alla mano dell'altra, disarmandola.

“... potevi uccidermi subito...”

“Non ci riesco.”

Veronika cadde in ginocchio.

“Mi odi al punto di negarmi la morte...”

“Non ti odio. Appunto per questo non ti uccido.”

Crimson la guardò con astio.

“Uccidimi.”

“Sei sicura?”

“Una di noi deve morire. E io non posso combattere, non so sparare con la sinistra. Morirò con onore, ma devi uccidermi con la Tokarev.”

Meg raccolse la pistola dell'altra, quasi soppesando la cosa.

“Se per te è un peso, mi vedrò costretta a compiere un atto di pietà.”

Le puntò la pistola alla testa.

“Dasvidania, sorella mia.”

“NO!”

Sergio le saltò addosso, disarmandola.

“... Sergio...”

“Scappa Veronika!”

“No, io non voglio che...”

“Piantala con le puttanate! Metti da una parte l'orgoglio!”

L'uomo tirò fuori un pugnale e fece per colpire Meg, ma venne colpito alla spalla da un proiettile.

“E poi ero io a dover stare lontano dalle donne d'altri, razza di proto-mafioso del cazzo?”

“Vincent!”

“Lo sai che non sono capace a farmi i cazzi miei, quando sei coinvolta tu!”

Meg si levò di dosso Sergio e cercò Veronika con lo sguardo.

“Hai perso qualcosa?”

“Tu resta qui con lo squilibrato, devo ritrovare Veronika!”

Corse fuori dal vicolo, ma di Veronika non seppe più nulla.

“Pazzo furioso...”

“Dici a me, mafiosetto?”

“Crepa...”

“Mi hai tolto le parole di bocca!”

Vincent sfoderò la katana e affondò la lama tra le sue scapole.

“Adoro il rumore delle ossa rotte, di primo pomeriggio...”

Black tornò nel vicolo.

“Trovata?”

“No...spero che si sia prefissa un altro obiettivo, almeno...”

 

---

 

“Un biglietto di sola andata per Mosca.”

Veronika prese il suo biglietto e andò verso il check-in.

<Credo che mia sorella avesse ragione...me l prenderò con i responsabili...>

Sorrise malignamente, pensando a come avere una rivalsa sui parenti.

 

 

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