Due uomini in giacca e cravatta osservano immobili un ristorante cinese.

Uomo 1: “È questo il posto?”

Uomo 2: “Si.”

Uomo 1: “Sei sicuro che sia questo il posto?”

Uomo 2: “Senti, Bruno, il capo ci ha detto di venire qui. Puoi tornare indietro a chiedere a lui se vuoi.”

Bruno: “Ok, andiamo, ma non tiriamola troppo per le lunghe.”

Alberto: “Non preoccuparti, sarà un lavoretto da nulla. Hai visto che razza di posto?”

Entrambi entrano nel locale. Dall’esterno è possibile sentire le voci.

Bruno: “E così sei tu che ti rifiuti di pagare il pizzo a Drago, eh?”

Alberto: “Eppure hai un così bel negozio, sarebbe un peccato se qualcuno lo rovinasse…”

*Crash!*

Alberto rompe uno dei vetri con un pugno.

Cuoco: “Tu…”

Alberto: “Vedi di darti una regolata amico, la prossima volta non ci limiteremo a rompere un vetro.”

Cuoco: “Tu… non dovevi rompere quel vetro.”

Bruno: “Ehi… cosa stai facendo, fermo!”

Alberto: “No, no!”

In un attimo, i due sicari volano fuori dalla finestra. Mentre scappano sanguinanti, il cuoco li rincorre e li ammonisce.

Cuoco: “E non provate mai più a tornare nel ristorante di Marshall Law!”

 

Xed è orgoglioso di presentare:

Tekken – I tre dell’operazione Drago

Parte I: Grosso guaio a China Town

03/08/07

 

Qualche notte più tardi, nell’ufficio di Ivan Drago.

Drago: “Incapaci, incapaci! Siete due inetti!”

Bruno e Alberto sono pieni di bende. Alberto ha il braccio sinistro ingessato.

Bruno: “Ma boss, poteva anche dircelo che in quel ristorante c’era un maestro di arti marziali…”

Drago: “Ma, ma, sempre ma! Non sapete fare altro! È inaccettabile che un ristorantello del cazzo non paghi il pizzo a Ivan Drago, inaccettabile! Dobbiamo subito fare qualcosa.”

Alberto: “Io di certo non posso fare molto, sono infortunato…”

Drago, di colpo, spicca un salto e con un calcio rotante spedisce Alberto fuori dalla finestra.

Le grida di Alberto si fermano poi con un tonfo sordo. Drago, subito dopo, si affaccia alla finestra infranta, da dove può vedere tutta china town.

Drago: “Bruno.”

Bruno salta sull’attenti.

Bruno: “Signorsì!”

Drago: “Voglio che contatti un killer. Il migliore che trovi sulla piazza. E che me lo porti qui.”

Bruno: “Subito!”

 

Nel frattempo, quattro ragazzi con altrettante moto stanno confabulando dentro un vicolo. Indossano tutti quanti dei giubbotti di pelle molto tamarri.

Il primo ragazzo ha i capelli a spazzola rossi.

Ragazzo: “Avanti, Forrest, devi farlo tu.”

Forrest: “Farlo io cosa?”

Ragazzo: “Devi rompere tu la vetrina della gioielleria.”

Forrest: “E perché diavolo dovrei farlo io!?”

Ragazzo: “Perché tu sei un novellino.”

Forrest: “Certo, per te è tutto facile, eh Hwoarang?”

Hwoarang: “Non fare storie, la tua è la parte più facile del lavoro, siamo noi che dobbiamo ripulire le vetrine. Dai, prendi questa.”

Hwoarang gli porge una spranga.

Forrest, incerto sul da farsi e sciolto come un blocco di granito, prende la spranga e si dirige verso il negozio vicino.

Mentre tiene la sua arma alzata per colpire, gli altri teppisti lo incoraggiano.

“Dai!” “Grande!” “Forza!” “Sei tutti noi!” “Mitico!”

Lui, deciso, colpisce con forza la vetrina.

*WEEEO-WEEEO-WEEEO-WEEEO*

“Deficiente!” “Coglione!” “Imbecille!” “Sei una merda!” “Scappiamo!”

Hwoarang: “Forrest! Ma che diavolo hai fatto! Sono suonati tutti gli allarmi di questo mondo!”

*WEEEO-WEEEO-WEEEO-WEEEO*

Forrest: “Scusa tanto, non credevo ci fosse una tecnica speciale per rompere una vetrina! Merda, mi sono anche ferito alla mano…”

Hwoarang: “Scappiamo, deficiente!”

I ragazzi salgono sulle moto e scappano, mentre il padrone del negozio cerca di rincorrerli bestemmiando e imprecando.

 

La mattina dopo, Marshall si appresta di nuovo ad aprire il suo ristorante, quando sente bussare alla porta.

Marshall: “Chi è?”

Paul: “Sono io, Paul!”

Marshall apre la serranda lasciando entrare il suo amico.

Marshall: “Ciao Paul.”

Paul: “Ehilà! Come ti vanno gli affari?”

Marshall: “Non ci si può lamentare. Quanti soldi vuoi oggi?”

Paul ride.

Paul: “Non posso passare soltanto a farti un salutino?”

Marshall: “No.”

Paul: “Beh… uhm… avvertimi quando tuo figlio riporta la mia moto, ok? Mi serve per lavorare.”

Marshall: “Tu lavori?”

Paul: “No!”

Marshall: “Allora perché ti serve per lavorare…?

Paul: “Non saprei. Ora scusa, ma devo andare al lavoro. Ci sentiamo!”

Marshall: “Alla prossima…”

Paul, così come era entrato, esce dal locale in tutta fretta. Marshall prende la scopa e comincia a spazzare il pavimento.

Qualche minuto più tardi sente di nuovo bussare.

Marshall: “Chi è?”

Forrest: “Sono io, papà.”

Marshall alza ancora la serranda per far entrare suo figlio.

Marshall: “Cosa c’è?”

Forrest: “Ho riportato la moto di Paul. Puoi dirglielo quando viene?”

Marshall: “È stato qui giusto un minuto fa… che hai fatto alla mano?”

Forrest: “Niente, mi sono ferito mentre lavoravo.”

Marshall: “E dove cavolo lavori?”

Forrest: “Uhm… lavoro assieme a Paul.”

Marshall: “…e ieri notte stavi facendo gli straordinari?”

Forrest: “Già, proprio così.”

Marshall: “Già, beh, torna qui più tardi, mi serve una mano a fare ordine.”

Forrest: “Ci proverò…”

Marshall: “Dove vai adesso?”

Forrest: “Devo incontrare delle persone… una faccenda di lavoro. Mi faccio sentire io più tardi.”

Marshall: “Ok, stai attento.”

Forrest: “Non ti preoccupare per me.”

Forrest esce dal locale senza neanche salutare suo padre. Lui và dietro il bancone a pulire le ciotole.

Immediatamente, però, si sente un rumore di passi avvicinarsi di nuovo al ristorante. Law sorride.

Law: “Lo sapevo che sarebbe tornato…”

Si avvicina alla porta.

Law: “Ehi For…”

*Sbam!*

Law viene scaraventato dall’altra parte del locale. Dalla porta entra un uomo con un elegante completo beige. Appena entrato posa il suo cappello sull’attaccapanni, rivelando la sua identità.

Law: “Baek Do San!?”

 

Flashback

 

Due ore fa, quello stesso uomo era nell’ufficio di Ivan Drago assieme a Bruno.

Ivan: “E così, questo è Baek Do San… è affidabile?”

Bruno: “Beh, dicono sia il secondo migliore killer sulla piazza…”

Ivan: “Il secondo!?”

Baek: “Mi stia a sentire Mr. Drago, il mio capo, Mr. P, non manda certo persone gratis. Se ha intenzione di pagarmi io le assicuro che nessuno le darà più fastidio, altrimenti posso tranquillamente tornarmene da dove sono venuto.”

Ivan: “Fai anche lo sbruffone? E sia… Bruno, dagli i dettagli per il lavoro, vediamo se questo tipo ha davvero la stoffa.”

Bruno: “Subito signor Drago!”

 

Ora, Baek e Law stanno combattendo furiosamente nel ristorante. Law riesce a fatica a schivare i calci del suo avversario, che lo costringe sempre a indietreggiare. Di botto inciampa su un tavolino, cadendo all’indietro. Baek fa per colpirlo, ma lui prende il tavolino e lo usa per parare il suo colpo, dopodiché glielo lancia addosso facendolo finire a terra.

 

Contemporaneamente, Forrest è di nuovo con i suoi amici teppisti, stavolta ad incontrare il loro capo.

Bruno: “Allora, ragazzi, avete portato i gioielli?”

Hwoarang: “Si boss, anche se Law ha fatto più casino di quanto avrebbe dovuto.”

Forrest: “Ehi, non è colpa mia, io ho fatto soltanto quello che mi hai chiesto tu.”

Bruno: “Ehi, come hai detto che ti chiami?”

Forrest: “Forrest. Forrest Law.”

Hwoarang: “Ehi Bruno, che fine ha fatto Alberto?”

Bruno: “È tornato da sua madre.”

Hwoarang: “Ma non era morta?”

Bruno: “Appunto. Tu, Law, seguimi, ho bisogno di te per una faccenda…”

 

Nel ristorante. Baek, arrabbiato, scosta il tavolino e si rialza, ma Law è già passato dall’altra parte del bancone. Istantaneamente raccoglie i piatti per il ramen e comincia a lanciarli addosso a Baek. Questi, frantumandoglisi addosso, gli creano ben poco fastidio, ma una scheggia gli ferisce l’occhio. Mentre lui si tiene l’occhio urlando, Law compie un balzo e gli si trova di nuovo davanti, dopodiché lo colpisce con un calcio al mento mandandolo a terra. Improvvisamente però, il rumore di un vetro infranto interrompe la battaglia.

*Craaaash!*

Law, guardando in terra, nota un mattone. Baek, ormai sconfitto, approfitta della distrazione del suo avversario per scappare

Law: “Ma cos’è questo…”

Attaccato al mattone c’è un biglietto, Law istintivamente lo apre.

 

“Abbiamo tuo figlio. Avresti dovuto pagarci quando ne avevi la possibilità.”

 

Continua…