Sora era immerso nell’oscurità. Ovunque si girasse riusciva a vedere soltanto buio. Non aveva idea da quanto tempo si trovasse lì. Era seduto a terra. Quasi per trovare il coraggio di alzarsi si toccò il petto.
Sora: “Peccato che tu sia lì dentro Roxas, mi saresti stato parecchio d’aiuto.”
Poi si alzò guardandosi attorno.
Sora: “Beh, se continuo a camminare dovrò pur arrivare da qualche parte no?”
Xed presenta:
Kingdom Hearts Trilogy:
Ballad Of Darkness
27/11/06
Leon era a terra assieme a Cid. Neanche gli sforzi di Yuffie poterono nulla contro la misteriosa figura ammantata e armata di keyblade che li aveva attaccati improvvisamente.
Leon: “Che cosa vuoi a Radiant Garden?”
???: “Già… Radiant Garden… anche se gli cambiate nome questo rimane sempre l’orrido posto in cui ero rinchiusa…”
La figura tradì una voce femminile. Giratasi di scatto puntò il keyblade alla gola di Leon.
???: “Voglio Sora. Non mi importa quanti di voi dovrò uccidere per trovarlo.”
Leon sputò sangue a terra.
Leon: “Non vediamo il ragazzo da secoli…”
???: “Allora MUORI!!!”
Un esplosione uscì dal keyblade della donna spedendo Leon a diversi metri di distanza. Subito dopo con noncuranza cominciò a parlare al cellulare.
???: “Capo… il custode non era nemmeno qui. Al più presto proseguirò la ricerca. Chiudo.”
Non appena chiuse il cellulare questo gli fu tolto di mano dal colpo di un altro keyblade.
Sora: “Cosa hai fatto ai miei amici?!”
???: “Ma guarda… il grande eroe si è fatto vivo alla fine.”
Finita questa frase si girò improvvisamente e attaccò Sora con una furia disumana. Riuscì subito a metterlo in difficoltà, e mentre lottavano strenuamente Sora riuscì ad intravedere il volto del suo nemico… con un colpo lo allontanò esterrefatto.
???: “Che c’è Sora, non riconosci più il volto della tua amata?”
Scostò il cappuccio, rivelando l’inconfondibile volto di Kairi. Il cellulare squillò di nuovo. Kairi lo raccolse e lo portò all’orecchio senza parlare, ascoltando le parole del suo interlocutore, dopodiché si rivolse nuovamente a Sora.
Kairi: “Il nostro appuntamento è solo rimandato.”
Una nuvola di fumo nero confuse la vista di Sora permettendo all’altra di sparire.
Sora cadde a terra scioccato. Si toccò il petto.
Sora: “Peccato che tu sia lì dentro Roxas, mi saresti stato parecchio d’aiuto.”
Rimase qualche ora seduto di fronte ai corpi inermi dei suoi vecchi amici. Doveva ancora riprendersi dal tempo passato nell’oscurità e non era certo preparato ad una simile battaglia. Cosa ci faceva lì Kairi? Cosa l’aveva fatta cambiare così tanto? Il tempo del riposo finì presto però, quando una voce maschile alle sue spalle lo chiamò per nome.
???: “Sora!”
Reduce dalla sua precedente esperienza Sora si girò di scatto in posizione di battaglia, ma, sorpreso, lasciò immediatamente cadere a terra la sua arma.
Riku: “Sora! Finalmente ti ho trovato! Sbrigati, dobbiamo andarcene di qui al più presto!”
Sora: “Riku!?!”
Lo prese per un braccio e cominciò a trascinarlo.
Riku: “Corri! Vieni con me!”
Sora: “Riku! Perché sei scappato via dall’isola?”
Riku: “Non c’è tempo!”
Sora: “Riku ascoltami!”
Riku: “Non c’è tempo!!!”
Sora: “ASCOLTAMI!”
Riku: “…”
Riku lasciò andare la presa, tranquillizzandosi.
Sora: “Ho visto Kairi.”
L’altro rimase in silenzio per qualche momento.
Riku: “… anch’io. E prega che non succeda di nuovo. Ora andiamo, il resto te lo spiegherò strada.”
Lo prese di nuovo per mano e cominciò a correre per le devastate strade di Radiant Garden.
Riku: “Qualche tempo fa Radiant Garden è entrato in contatto con un altro mondo. Dopo questo evento dal nulla è sorto un bizzarro castello occupato da abitanti al quanto bellici. Hanno devastato la città. Cercavano te.”
Sora: “Perché sei venuto da solo?”
Riku: “Perché questa faccenda riguardava me. Ma…”
Riku si fermò improvvisamente squadrando Sora.
Riku: “Tu in tutto questo tempo sei stato nell’oscurità.”
Sora: “Si…”
Riku: “Scusa se ti trascino ma il tempo scarseggia. La cosa che ti stupirà è il nome che hanno dato al maniero.”
Riku e Sora arrivarono al luogo in cui un tempo sorgeva il castello di Maleficent. Ora al suo posto c’era un altro castello, con un grosso cuore aperto sulla facciata.
Riku: “Il castello di Kingdom Hearts.”
Sora: “Kingdom Hearts?!?”
Riku: “Proprio così.”
Sora: “È stato riaperto? E chi è stato? Xehanort? I Nobody?”
Riku: “Nulla di tutto questo. È abitato da potenti guerrieri, hanno cominciato ad attaccarci poco dopo il loro arrivo. Abbiamo combattuto strenuamente per la città ma ahimè, da quello che ho visto oggi credo proprio di essere l’ultimo superstite.”
Sora: “E lo dici con tanta tranquillità?!?”
Riku: “È una guerra questa. Ma ora che tu sei qui, è davvero ora che finisca.”
Riku spalancò l’entrata del castello.
Sora: “Entriamo così facilmente?”
Riku: “Il problema non sarà entrare. Il problema sarà uscirne vivi.”
Una voce tuonò nell’atrio.
???: “Custode! Mi felicito della vostra presenza qui! Avrete il privilegio di assistere a uno spettacolo irripetibile, che avrà culmine con la morte di uno di noi due. Ma permettetemi di presentarmi: il mio nome è Essex, e sono qui per uccidervi o per essere ucciso da voi. Ora vi lascio in compagnia dei miei apprendisti, spero di incontrarvi sano e salvo all’ultimo piano. Au revoir!”
La porta d’ingresso si chiuse alle loro spalle. Questo non preoccupò Riku e Sora più di tanto. Dalle scale però videro avvicinarsi una bizzarra figura; Un uomo dai lunghi capelli neri e dagli occhi altrettanto neri che indossava una lunga tunica… aveva un viso familiare, sembrava quasi…
Riku: “Sora.”
Sora, assorto nel guardare il suo prossimo nemico, si girò improvvisamente verso l’amico.
Sora: “Si?”
Riku: “Vai avanti.”
Sora: “Ma…”
Riku: “Era a questo che mi riferivo. Lui è ciò che ho perso avvicinandomi all’oscurità. Lui è ciò che devo riavere per essere completo. Devo sconfiggerlo io.”
Kuxir, questo era il nome del suo Nobody, con un salto scese le scale ed arrivò di fronte a Riku. Più che un salto sembrò quasi che si sollevasse nell’aria. Sora cominciò a correre per le scale salendo al secondo piano.
Kuxir: “Fratello mio, non ti sembra che sia uno stupendo giorno per porre fine alla nostra separazione?”
Riku: “Per dirla tutta, mi sembra un ottimo giorno per porre fine alla tua vita.”
Riku prese in mano il suo keyblade e si lanciò verso il suo Nobody.
Sora salì velocemente al secondo piano. Arrivò in una stanza piccola, rettangolare, in completo contrasto con l’architettura del castello, dove trovò un ragazzo dai capelli chiari, molto giovane, che si rivolse a lui in maniera eccitata, quasi si trattasse di un gioco.
???: “Salve custode! Io sono a guardia del secondo piano. Il mio nome è Xelot. Ora lascia che ti presenti i miei amici…”
Xelot schioccò le dita e dal nulla apparvero due heartless di enorme stazza.
Xelot: “Questi sono Panico e Pandemonio. Ragazzi, salutate il vostro nuovo giocattolo!”
Le due belve si lanciarono addosso a Sora con una furia inaudita. Lui, messo all’angolo, poté solo proteggersi col keyblade dai loro morsi.
Riku e il suo nobody continuavano la loro disputa. Ad ogni colpo, l’altro aveva sempre una contromossa pronta. Non che fosse una cosa strana, dopotutto, erano la stessa persona.
Riku: “Non potrai mai vincere! Io ho qualcosa che tu non potrai mai avere!”
Kuxir in risposta gli balzò addosso colpendolo con forza col suo keyblade.
Kuxir: “Non ho bisogno di un cuore! Con queste mani, strapperò il tuo da quel misero petto in cui è relegato!”
Riku in tutta risposta prese ad attaccarlo con ferocia finché non fu costretto a balzare indietro, dopodiché gli si lanciò di nuovo addosso, proprio mentre l’altro faceva la stessa cosa.
Sora, immobilizzato da Panico e Pandemonio, si preparava a prendere il colpo di grazia dalla spada di Xelot, quando improvvisamente entrò nella stanza Riku, coperto di sangue non suo, e lo bloccò.
Riku: “Ti mancavo?”
Sora: “Dov’è finito l’altro?”
Riku: “Dove non potrà più nuocere…”
Le belve tentarono di lanciarsi contro Riku, ma lui le fece sparire con un singolo colpo di keyblade.
Xelot si lanciò addosso ai due in un disperato tentativo di fermarli, ma venne immediatamente gettato in terra da Riku, che lo bloccò alla gola con la sua arma.
Xelot: “È inutile, è tutto un gioco, non uscirete mai vivi di qui!”
Il ragazzo cominciò a ridere con forza. La risata riecheggiò per i vuoti corridoi del castello, come se chiunque, in quel luogo, stesse ridendo di loro.
Ben presto, Riku pose fine alle risate nel modo più semplice che conosceva.
L’eco delle grida durò molto più a lungo di quello delle risate.
Riku: “Ci aspettano. Non perdiamo tempo.”
Arrivati al terzo piano si trovarono di fronte a un’enorme sala vuota, con una gigantesca vetrata che dava sulla zona industriale della città, ormai deserta.
Essex: “Bene arrivati custodi. Consideratevi invitati alla mia personale ballata. La ballata dell’oscurità…”
Una lugubre musica uscì fuori dal nulla. Un tuono squarciò la stanza, e da lì apparve una figura ammantata di bianco, trasparente come un fantasma. Il cappuccio lasciava scoperto un volto molto anziano, su cui erano pesanti ed evidenti i segni del tempo, e dal quale scendeva una lunga barba bianca. Lentamente assunse una posa ci combattimento.
Essex: “Io sono Essex, il re di Kingdom Hearts. Me ne rammarico, ma temo che nessuno di voi uscirà vivo di qui.”
Sora prese l’iniziativa, lanciandosi all’attacco verso il suo nemico. Essex con pochi movimenti delle mani deviò il keyblade di Sora e lo colpì alla nuca. Riku seguì il suo amico, attaccando Essex. Questi schivò tutti i suoi colpi, e portatosi alle sue spalle con uno sgambetto lo atterrò vicino a Sora. Riprese la posa da battaglia e si girò verso i suoi nemici.
Sora: “Di nuovo.”
Riku e Sora si alzarono e attaccarono Essex all’unisono. Lui però riuscì a gestire gli attacchi di entrambi e li atterrò di nuovo.
Essex: “Patetici.”
Sora: “Di nuovo!”
Sora si lanciò nuovamente contro il suo avversario attaccandolo con furia. A nulla servì però, dato che fu sgominato di nuovo.
Essex: “PATETICO! Credevo che almeno tu ci saresti riuscito! Uccidimi dannazione! È tanto difficile?”
Essex improvvisamente cadde a terra, colpito alle spalle da Riku. A terra, Essex si trovò il keyblade di Sora puntato alla testa.
Essex: “Avanti custode. Finiscimi.”
Sora esitò.
Sora: “No.”
Essex: “Perché!? Non ti sei fatto scrupoli con gli altri! Uccidimi! Uccidimi… ti prego.”
Sora: “Sento che lui non è davvero malvagio… non riuscirei ad ucciderlo.”
Una piccola figura emerse dall’ombra.
???: “Povero Essex, tutto questo potere e non gli è nemmeno permesso morire…”
Riku: “RE?!”
Re: “Beh, ero rimasto qui per fare compagnia a Essex… sapete era da molto che vi aspettava, da quando…”
Essex: “Secoli fa ero un brillante esploratore, uno degli scopritori del “nuovo mondo”, come lo chiamarono… mi spinsi troppo oltre però: evocai Kingdom Hearts, ma smarrii il mio corpo al suo interno. In cambio ne ricevetti molto più potere di quanto potessi volerne, ma sono rimasto qui, in solitudine, per secoli. Quando Radiant Garden entrò in contatto col mio mondo, avvertii la vostra presenta e feci di tutto per attirarvi qui. Compreso uccidere i vostri amici, che in questo momento probabilmente saranno a casa chiedendosi se abbiano semplicemente sognato. Maledizione ragazzo, non ti ho fatto venire qui per raccontare, uccidimi maledizione! Ho aspettato abbastanza!”
In una frazione di secondo la testa di Essex rotolò a terra, ma di certo non erano stati né Sora né Riku…
Kairi: “Credevate davvero che sarebbe finita qui?!”
Kairi mozzò la testa di Essex con un colpo netto senza che nessuno fosse riuscito a vedere i suoi movimenti.
Kairi: “Non mi importano i desideri di quello stupido vecchio! Sono qui per uccidervi ed è ciò che intendo fare!”
Dietro di lei apparve la soglia di Kingdom Hearts, e subito la varcò.
Kairi: “Venite a prendermi!”
Riku, Sora e il Re rimasero basiti di fronte al socchiuso portone di Kingdom Hearts.
Re: “E così questo è Kingdom Hearts.”
Riku: “Già.”
Re: “Di nuovo.”
Riku: “Già.”
Sora: “Pare che sigillarlo non serva a molto.”
Riku: “Così pare.”
Sora: “Allora facciamolo a pezzi.”
Tutti e tre tirarono fuori i loro keyblade.
Riku: “Amen.”
Entrarono in Kingdom Hearts. Una lunga galleria si stagliava di fronte a loro, tanto che non riuscivano a vederne la fine. Kairi gli bloccò la strada.
Kairi: “Ci hanno massacrati.”
Sora: “Kairi…”
Kairi: “ZITTO! Ci hanno massacrati! Quando siete andati via… hanno attaccato l’isola… sono morti tutti! Tutti! Ed è soltanto colpa vostra! Morirete qui!”
Kairi si lanciò di nuovo verso il suo ex-amico Sora. Lui, sconcertato, non assunse nemmeno una posizione di guardia. Improvvisamente però si senti spingere all’indietro, e qualcun altro parò il colpo di Kairi al suo posto, facendo entrare in scena un quinto keyblade.
???: “Indietro ragazzo, non vogliamo certo perdere la nostra più preziosa risorsa contro le tenebre vero?”
Re: “Ansem il saggio?”
Ansem: “Vivo e vegeto amico mio! Non immagini la gioia di ritrovarvi qui. Rimanendo in questo luogo ho espiato i miei peccati, e anch’io ho ricordato qualcosa che avevo dimenticato.”
Il saggio guardò dritta negli occhi Kairi.
Ansem: “Ora proseguite, io rimarrò qui a combattere mia figlia.”
Kairi: “?!?”
Kairi lo colpì e balzò all’indietro.
Kairi: “Non ho intenzione di credere alle vostre menzogne! Non ho intenzione di farvi uscire vivi di qui, qualsiasi sia il vostro numero!”
Ansem abbassò la guardia e si diresse camminando verso Kairi.
Ansem: “Figlia mia…”
Kairi: “Io… ho già sentito quella voce… ma… argh!”
Kairi si chinò e si prese la testa fra le sue mani.
Ansem: “Ragiona: nelle tue vene scorre sangue reale, per questo Xehanort ti voleva assieme alle altre principesse.”
Kairi gridò e si lanciò nuovamente all’attacco di Ansem.
Re: “Riku, Sora, andate avanti. Distruggete Kingdom Hearts. Io resterò qui ad aiutare il mio amico, per quanto possibile.”
Riku e Sora annuirono senza parlare. Cominciarono a correre, superando anche Kairi ed Ansem cercando in tutti i modi di non voltarsi a guardarli. Corsero per un eternità, fino a non vedere più l’entrata, e ciò che trovarono di fronte a loro li stupì più che mai: un cuore, un enorme cuore pulsante. Il cuore di Kingdom Hearts.
Riku: “Fino alla fine Sora?”
Sora: “Fino alla fine.”
Assieme assestarono un colpo a quell’enorme cuore: immediatamente lo videro spezzarsi, e i rumori che sentirono in seguito ben gli fecero intendere che quel luogo stava per crollare. Ricominciarono a correre, mentre la realtà dietro di loro collassava. Correvano con la coscienza che se si fossero fermati sarebbero morti. Arrivarono all’entrata, senza trovare traccia né di Kairi e Ansem né del Re. La varcarono, e si trovarono di nuovo all’ultimo piano del castello.
Una barriera di luce chiuse loro l’uscita, e un branco di Heartless cominciò ad apparire dal pavimento.
Sora: “Finirà sempre così, vero Riku?”
Riku sorrise.
Riku: “Finirà sempre così.”
-Fine-