Xed è orgoglioso di presentare:

Yevo in:

Final Fantasy VII:

the Final Countdown

by Xed

27/04/06

Episodio VII:

Origins - Parte II

Death and Rebirth

 

Il soldato ora appare tremante e impaurito più di quanto non lo fosse Yevo. Suda come una pecora non tosata in agosto. Dalla sua tasca prende una radiolina.

Soldato: “Ehm… capo… c’è un problemino… dovrebbe venire a vedere… si… sono nella sala del super soldato… si… chiudo.”

Il soldato si avvicina a Yevo e fa per mettergli una mano sulla spalla.

Soldato: “Ehi… ragazzo… ehm… sta arrivando il capo qui e… uhm… ti spiegherà tutto lui…”

Quasi involontariamente, appena il soldato gli tocca la spalla, lui lo spedisce a 6 metri con un piccolo gesto della mano.

Mentre il soldato corre via dalla stanza, guarda Yevo. Lui non dimenticherà mai quello sguardo. Non lo guardava con odio. Peggio. Era terrorizzato.

Subito dopo che il soldato ebbe chiuso la porta alle sue spalle, questa viene aperta da un uomo piuttosto tarchiato in divisa da ufficiale. Ha dei grossi baffi bianchi e un espressione che dire arrabbiata è usare un eufemismo.

Generale: “E così l’esperimento è tornato a casa, mh?”

Guardandolo in volto, Yevo ha un tremito. Inconsciamente ricorda di averlo già visto. In preda ad un raptus si avventa addosso a lui tentando di colpirlo, ma il generale afferra il suo polso e glielo rompe soltanto stringendolo.

Yevo: “AAAAAaaaah!”

Generale: “Non mi pare saggio attaccarmi, ragazzino. Mi pare plausibile che tu voglia sapere il perché di questo, prima di morire.”

Yevo, quasi avesse perso la forza di stare in piedi, cade a terra in una posizione scomposta senza dare segno di volersi rialzare. Non era svenuto, era semplicemente assente.

Generale: “Ti porto dal capo.”

Il generale lo prende per mano e comincia a trascinarlo. Dopo un lungo tragitto, arrivano in una specie di ufficio. Il generale sbatte la sua faccia sulla scrivania. Dall’altra parte siede un uomo non molto alto, con i capelli rasati ed un’aria molto militareggiante.

Capo: “E così questo sarebbe l’originale?”

Generale: “Si.”

Capo: “Non dovrebbe essere qui.”

Generale: “Si.”
Capo: “NON

DOVREBBE

ESSERE

QUI.”

Generale: “Si!”

Capo: “Si e poi?”

Generale: “Si signore!”

Capo (a Yevo): “Allora ragazzo, immagino tu sia venuto qui per qualche stupido cliché vero? Vorresti sapere le tue origini e tutto il resto, credo.”

Yevo non si muove.

Capo: “Bhe, ragazzo, noi eravamo qui prima ce tu nascessi: sei stato scelto tra centinaia di soggetti sperimentali. Avvelenavamo i feti, e se qualcuno fosse sopravvissuto, avremmo avuto il nostro soldato perfetto. Eravamo in tempo di guerra, e la Shin-Ra aveva bisogno di un’arma decisiva. Purtroppo poi ci si è messa di mezzo la vita e i prototipi sono stati pronti solo di recente, quando ormai non erano più utili. Un giorno però, ci trovammo involontariamente a fare il nostro primo test… ricordi l’incidente in cui morirono i tuoi genitori? Moristi anche tu, e qui si risvegliò il primo clone. Ti abbiamo inserito in questa società con dei falsi ricordi e abbiamo continuato i test con gli altri cloni, ma fin’ora senza successo… pare che di clone funzionante ce ne possa essere solo uno… dunque… a presto.”

Detto questo, il capo prende una pistola dalla fondina sui suoi pantaloni e spara sulla testa di Yevo. Lui si sveglia immediatamente in una delle vasche che aveva visto in precedenza, senza fare neanche in tempo a sentire cosa si prova a morire.

Capo: “Che clone è questo?”

Generale: “Il numero 13.”

Capo: “13 eh? Che bizzarra coincidenza…”

La capsula comincia a schiudersi, e Yevo cade a terra nudo e bagnato.

Generale: “Immagino che questo andrà bene per i nostri esperimenti. Lo vado a prelevare.”

Il generale si rimbocca le maniche e comincia ad avanzare verso uno spaesato Yevo che faceva anche fatica a respirare. Appena il generale tocca Yevo, però, toglie immediatamente la mano, come se avesse preso la scossa. Quando abbassa di nuovo lo sguardo, nota che Yevo lo sta guardando. Ma non lo guardava con odio. Peggio. Lo guardava come se non esistesse.

Appare una ferita sul braccio del generale, come se fosse stato colpito da una spada invisibile.

Il secondo colpo gli recide di netto la testa.

Yevo comincia ad avanzare verso il capo continuando ad avere il suo inquietante sguardo vacuo.

E comincia a strangolarlo. Lo solleva per il collo tenendolo a due mani. Dopo alcuni minuti, che sembravano giorni, Yevo lo lascia cadere a terra e comincia ad avviarsi verso l’uscita. Qualcosa era cambiato in lui. Questo sembrava essere identico al suo vero corpo, ma in qualche modo si sentiva più forte… o per meglio dire più concentrato. Sentiva tanto di quel potere che stava quasi per esplodere. Arrivato fuori, si accorge di essere vestito come prima di entrare. I suoi vestiti erano apparsi dal nulla. Ma non ci aveva fatto quasi caso. Nella sua mente, un solo pensiero coerente riesce a farsi strada: Rose. Stava morendo. Non l’aveva intuito. Lo sapeva. Come se ora avesse la conoscenza di tutto ciò che stava succedendo in quel momento. Rose. In pochi secondi si trova a casa sua. Arrivato sotto il suo balcone, non entra, stacca i suoi piedi da terra e prende il volo. Arrivato sul balcone, entra in casa e in pochi secondi arriva da Rose. La vede distesa su un letto. Sudata. Al che Yevo, senza fare una piega le prende la mano. Rose si alza stupita. Non suda più. Non dà più alcun segno di malattia.

Yevo: “Vieni con me Rose.”

“Vieni con me, ti offro il mondo.”

 

CCV

Trailer

Nel prossimo episodio, Yevo pare giungere alla sua meta, ma sarà solo una vana illusione: la sua rinnovata sete di potere lo porterà ben presto a perdere tutto ciò che aveva guadagnato duramente. E la sua storia volge verso il finale.

Origins - parte III - I need you